“FATIMA 2000″

Intervento pubblicato su:

  • Il periodico “PortaNuova” n.54 – agosto 2000
  • Il quotidiano “Liberazione” del 13 luglio 2000
  • Il quotidiano “Il Corriere dell’Irpinia” del 12 luglio 2000
  • Il quotidiano “Il Sannio” del 13 luglio 2000
  • Il settimanale “La Rinascita” del 25 agosto 2000
  • Il periodico “Sulla Strada” n.50 – marzo/giugno 2000

Monopoli, 8 luglio 2000

Fatima ormai è leggibile come il tentativo di Wojtyla di dichiararsi martire e di canonizzarsi di fronte alla chiesa e al mondo, bruciando ogni prassi e misura. Il tentativo, sempre di Wojtyla, di ridurre Fatima a se stesso, sino a falsificare le cose, dando per ferito un vescovo, nella visione invece ucciso. Eppure il messaggio fatimico è di una limpidezza persino sorgiva. Rigorosamente volto al futuro finale e apocalittico della chiesa e dell’umanità. Dischiudente un mondo, nel quale la shoah, come simbolo del Male assoluto, diventa un rottame romantico.
Fatima, a parte l’accento cattolico, coincide nella lettera e nello spirito con la profezia evangelica della Fine, non risolvibile peraltro in un attimo, ma in un processo, le cui avvisaglie sono già avvertibili. Il carattere apocalittico di Fatima, intuito da illustri mariologi, doveva essere obliterato dalle manovre ermeneutiche di una Roma, intesa solo a una chiesa trionfante e trionfalista, contro gli auspici di un concilio ormai necrotico.
La visione finale e apicale di Fatima è dominata possentemente dalla Croce. Grezza e di sughero. Simbolo supremamente impolitico: “Il mio regno non è di questo mondo”. Ma fecondo di una chiesa altra, diffidente del denaro, aliena da trionfalismi e da diplomazia, da legalismi e ipocrisie, infinitamente più laica e fraterna. Secondo il disegno, relativo alla fine dei tempi, che il Vivente crocifisso, sulla Verna, in un’estasi di fuoco e di sangue, svelò a Francesco, il veggente più lucido e inascoltato dal cattolicesimo. Le frecce fatimiche, certamente al veleno, sanno anche di struscii furtivi e sinistri nella notte, non della foresta amazzonica, ma delle sacre stanze. A oscurare per sempre un sorriso e un messaggio sovversivi: Dio è madre.

Sac. Dr. Franco Ratti

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